Content statusVerificato sulle fontiWikimedia research dossier · Ultimo controllo: 2026-09-09 15:41:30

L’antica città di Etenna compare per la prima volta nella documentazione storica grazie a Polibio, il quale documentò che nel 218 a.C. gli abitanti di Etenna — descritti come residenti negli altopiani della Pisidia sopra Side — fornirono 8.000 opliti pesantemente armati per assistere l’usurpatore seleucide Acheo. Inizialmente considerata dagli autori antichi come appartenente alla Pisidia, l’insediamento fu successivamente incorporato nella tarda provincia romana di Pamphylia Prima. Arroccata a 900 metri sul livello del mare tra foreste di pini a nord di Manavgat, questa città acropoli è nota localmente come "Dedekalesi" o Castello del Nonno.

L’esatta identità e ubicazione della città sono state a lungo discusse tra gli studiosi; Ruge classificò Etenna come città panfilia, mentre Aulock la segnalò come un’importante zecca pisidiana successiva a Selge. Una nuova iscrizione scoperta e pubblicata nel 1984 ha confermato definitivamente il nome del sito storico come Etenna. La presenza di frammenti di ceramica greca classica, che sono rari altrove nell’entroterra, insieme a monete d’argento e di bronzo coniate localmente, fornisce prove archeologiche tangibili dell’antica identità della città.

Etenna costituiva una tappa strategica lungo l’antico sistema stradale Side-Kesik Beli, che collegava la città portuale costiera di Side con l’Anatolia interna. Questo percorso storico partiva da Side, attraversava il Ponte Naras, raggiungeva l’antica città di Seleuceia sopra il villaggio di B.Şıhlar, passava per Etenna a Sırtköy e proseguiva tramite Çaltılı, Kesik Beli e la piana di Gembos verso Beyşehir. La posizione geografica della città fungeva da ponte vitale che collegava i territori costieri con gli altipiani interni.

L’area dell’acropoli, chiamata localmente Dedekalesi, mostra distinti tratti pisidiani piuttosto che le tipiche caratteristiche panfilie costiere. Sebbene queste rovine sul ripido pendio della collina non siano ancora state sottoposte a scavi archeologici sistematici, conservano le tracce di mura difensive della città, una cisterna coperta, tombe rupestri e antiche terme. Verso l’estremità meridionale del sito sorge un heroon, una tomba monumentale eretta per onorare un individuo venerato o divinizzato.

Spostandosi a est dall’area dell’agorà, proprio contro la base delle mura cittadine, si trova una basilica rettangolare risalente al periodo bizantino, che fungeva anche da tribunale. Oltre a questa struttura monumentale, il sito conserva i resti di una seconda basilica e di una chiesa. Questi resti architettonici indicano che Etenna continuò a mantenere la sua importanza amministrativa e religiosa ben dentro la tarda epoca romana e bizantina.

Dopo l’antichità, Etenna mantenne la sua presenza nella storia ecclesiastica cristiana come diocesi suffraganea dipendente dalla sede metropolitana di Side, capitale della Pamphylia Secunda. I vescovi che rappresentavano Etenna parteciparono a diversi concili ecumenici: Troilo partecipò al Primo Concilio di Costantinopoli nel 381, Eutropio fu presente al Concilio di Efeso nel 431, Eudossio prese parte al Concilio di Calcedonia nel 451, Ioannes partecipò al Secondo Concilio di Nicea nel 787 e Petrus si unì al Concilio Foziano di Costantinopoli nell’879.

Sebbene non sia più una diocesi residenziale, Etenna continua a essere elencata dalla Chiesa cattolica come sede titolare. Tra i prelati che detennero la sede vescovile titolare di Etenna vi furono Francis Xavier Ford, che in seguito subì il martirio per la sua fede, James Byrne, Thomas Holland e Henri-Louis-Marie Mazerat. Mentre alcuni studiosi equiparavano la città e la diocesi di Cotenna a Etenna, i registri ecclesiastici ufficiali come la Notitiae Episcopatuum le elencano separatamente l’una accanto all’altra.

Oggi Etenna si trova all’interno dei confini di Sırtköy, nel distretto di Manavgat della provincia di Antalya, avvolta da foreste di pini. Situate su un ripido pendio a 250-500 metri a nord del villaggio moderno, queste silenziose rovine inesplorate — caratterizzate da mura cittadine, tombe rupestri, basiliche e cisterne — continuano a fungere da misteriosa destinazione montana per i viaggiatori che cercano gli strati nascosti del passato.

TypeLeggenda
City areaManavgat
StatoVerificato sulle fonti